Come ogni fine d’anno ritorna a circolare su FB il solito tormentone sul diritto di conservazione della propria privacy.
Il testo lo trovate di seguito:
“Scadenza domani!!!
Tutto quello che avete postato diventa pubblico da domani. Anche i messaggi che sono stati eliminati o le foto non autorizzate. Non costa nulla fare un semplice copia e incolla, meglio prevenire che curare. Canale 13 ha parlato del cambiamento nella normativa sulla privacy di Facebook.
Io NON DO a facebook o a qualsiasi entità associata a facebook il permesso di usare le mie immagini, informazioni, i messaggi o i post, passati e futuri. Con questa dichiarazione, do avviso Facebook che è severamente vietato divulgare, copiare, distribuire, trasmettere o intraprendere qualsiasi altra azione contro di me sulla base di questo profilo e / o del suo contenuto. Il contenuto di questo profilo è privato e le informazioni riservate. La violazione della privacy può essere punita dalla legge (UCC 1-308-1 1 308-103 e lo statuto di Roma). Nota: Facebook è ora un’entità pubblica. Tutti i membri devono pubblicare una nota come questa. Se preferisci, puoi copiare e incollare questa versione. Se non pubblichi una dichiarazione almeno una volta, Sara ‘ tecnicamente permesso l’uso delle tue foto, così come delle informazioni contenute negli aggiornamenti di stato di profilo. Non condividere, ma copia e incolla per stare sul sicuro.”
Premesso che basterebbe una semplice ricerca su google per capire di cosa si tratta e che la condivisione dello stesso senza rendersi conto di quello che vi è in esso scritto qualifica in maniera inequivocabile l’utente che lo fa, cerchiamo di capire a cosa si fa riferimento.
Intanto lo Statuto di Roma è il trattato internazionale istitutivo della Corte Penale Internazionale che si occupa dei crimini di guerra e contro l’umanità. Nulla a che fare con internet e Facebook, se non che forse il vero crimine contro l’umanità è appunto nel condividere senza sapere
L’UCC (Uniform Commercial Code) è legge che negli Stati Uniti regola gli scambi commerciali interni. Una sorta di Camera di Commercio americana. Può una camera di commercio legiferare in maniera di privacy? E’ come se una qualunque Camera di Commercio in Italia decidesse cosa si può e si deve pubblicare su internet. Chi se la filerebbe?
Uniform Commercial Code (wikipedia En)
Ma poi, a parte le spiegazioni di sopra, pensate veramente che Facebook abbia a disposizione una squadra di impiegati, che 24 ore al giorno, 7 giorni su 7, in tutte le lingue, leggano i miliardi di post dei loro milioni di utenti per vedere chi ha pubblicato questo annuncio farsa, ed aggiornare la lista di coloro a cui le loro clausole sulla privacy non devono applicarsi?